Birdman

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Sorprendente e riflessivo. Un film a cui si può dare una doppia interpretazione, che lascia lo stesso spettatore scegliere il finale che più lo rappresenta. Quest’ opera, che parla di un attore fallito di Hollywood che decide di rimettersi in gioco attraverso il teatro, mostra come un regista- il messicano Alejandro Gonzalez Inarritu e un attore- Michael Keaton siano in grado di farti vivere dal profondo una storia, facendola apparire reale; facendoti credere che sia così, che quella sia veramente la loro vita, il loro mondo, la loro realtà.

In fondo, qual è il vero confine tra finzione e realtà? Quante volte gli attori adattano il ruolo che stanno interpretando al loro carattere, rendendolo ancora più realistico. Quante volte s’ immedesimano nei loro personaggi o ne diventano schiavi. E quante volte lo facciamo anche noi… Immedesimandoci in un ruolo che abbiamo cucito sulla nostra pelle, innamorati di un’ idea e decisi a portarla ostinatamente avanti. Che poi è proprio questo il merito di un bravo attore, proprio qui che capisci l’onestà di una persona anche nella vita reale…

Ah, e poi c’è l’incredibile talento di un’attrice emergente come Emma Stone - appena uscita dal centro di disintossicazione e figlia ribelle di un uomo che ha deciso di essere una celebrità più che un padre premuroso. E la conferma di un mostro sacro come Edward Norton- che qui fa il prim’attore sulla cresta dell’onda- che non sbaglia una mossa, un tono di voce, né una parte.

Dialoghi mozzafiato, cambi di scena, inquadrature dal basso e una serie infinita di piani sequenza fanno probabilmente di questo film la pellicola più bella dell’anno (candidato a 9 Oscar), in cui l’ego delle celebrità, il potere del mondo dello spettacolo e la pressante e paranoica presenza dei social network si mischiano ai temi più profondi dell’amicizia, della sessualità e dell’ amore eterno. Tutto attraverso un costante, repentino rullo di tamburi che vige sottofondo. Un film nel film che confonde e rivela. Che svela, in maniera ironica e realistica, il bello e il brutto della vita. Valicando il confine, in un continuo dentro-fuori, tra il palco e i retroscena. L’inaspettata virtù dell’ignoranza.

"L'eredità culturale del passato ora la troviamo nelle pubblicitá dei detersivi!" CIT.

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La Venere in Pelliccia, di Roman Polanski

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"La vita fa di noi quello che siamo in un momento imprevedibile"

Un romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, romanziere e scrittore austriaco da cui deriva il termine "masochismo", raccontato attraverso un gioco di ruoli tanto reale quanto fittizio.

Thomas è un regista teatrale colto e pretenzioso. Vanda un'attrice in cerca di una parte. Le audizioni sono terminate. Thomas, rimasto solo in teatro, è al telefono e si lamenta delle candidate incapaci e senza personalità viste fino a quel momento. È proprio in quell'istante che entra Vanda. Completamente bagnata, mezza nuda e con una enorme gomma da masticare nella bocca. Vanda incarna tutto ciò che Thomas detesta: è volgare, dozzinale e pronta a tutto pur di ottenere quella parte. Inizierà una lotta di sessi in cui sadomaso e masochismo metteranno a nudo le perversioni di un uomo particolarmente debole e sveleranno il desiderio di comando di una donna estremamente forte e ambiziosa.

Il labile confine tra finzione e realtà in un film in cui sensualità, passione e ambiguità si intrecciano, legandosi perfettamente. 

In una parola? È l'autore stesso a suggerire l'aggettivo da dare all'opera: ambivalente.

Clicca per vedere il trailer

 

La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche

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Ha emozionato il pubblico, conquistato la critica e vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes.

Uscito ieri nelle sale italiane, La vita di Adele racconta L'Amour fou, quell'amore struggente e passionale che sconvolge la vita delle persone e riesce a far crollare le certezze di una ragazza che ha appena 15 anni, vuole fare l'insegnante e ha una relazione con Thomas che però fatica a decollare. Basta una sera, una panchina e un gioco di sguardi per far innamorare Adele di Emma, una creativa pittrice borgese con i capelli blu. Inizia così una storia difficile, ostacolata dalle loro stesse vite che sono diametricalmente opposte, distanti. La fantastica interpretazione delle due attrici, Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos è diretta dal tunisino Abdel Kechiche che, al suo quinto film, ci rende veri e propri voyeur attraverso inquadrature strette e candide scene di sesso.
Cinema d'autore, delicato e riflessivo, ma leggero, sincero e reale che non mira a sconvolgere il pubblico quanto più a raccontarci la vita in maniera introspettiva.
Ispirato al fumetto Il blu è un colore caldo, di Julie Maroh, La vita di Adele è uno tra le più belle piccole dell'anno.

A Roma lo trovate in queste sale: Nuovo Olimpia, Multisala Jolly, Quattro Fontane, The Space Cinema Roma Parco de' Medici, Cineland, Uci Cinemas Parco Leonardo, Roxy Parioli, Giulio Cesare.